31 ottobre 2011

L’arte cubana è pronta


“Sapete com’è l’Havana alle prime ore del mattino,quando i vagabondi dormono ancora contro le pareti delle case e non sono neppure apparsi i camion che portano il ghiaccio ai bar?…”

Così inizia il primo romanzo cubano di Hemingway; la Cuba che strega, la Cuba che ammalia, incanta non smette di fascinare l’uomo occidentale sempre alla ricerca di idee e novità.
Danza, musica, poesia, arte, rum e sigari: le tradizioni cubane si sviluppano sotto il segno dell’edonismo.
Si fa parlare il corpo, si vive il presente.
Cuba è, fra le isole caraibiche, il Paese con la più consolidata tradizione culturale alle spalle in ogni disciplina artistica; occupa un ruolo di spicco nel campo della poesia e della musica: è qui che nascono alcuni generi come il mambo e la salsa, vero e proprio ritmo nazionale.
Meno nota al grande pubblico è la produzione di arte contemporanea perché in questo frangente ha profondamente inciso la situazione socio-politica costrittiva di cui soffre il Paese e che ha impedito la libera circolazione delle opere d’arte nonché l’accessibilità ad esse da parte dei collezionisti del settore.
I mutamenti economici e sociali avvenuti negli ultimi decenni sono stati tali da alterare gli equilibri mondiali e da quando il volano dell’economia si è spostato ad oriente anche l’arte ne ha subito delle radicali conseguenze. (continua…)

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27 ottobre 2011

Io e Fidel…


Nella foto Fidel Castro con il messicano Ramon Bravo, sul fondo a sinistra Antonio Soccol di Antonio Soccol a cura di Giovanna Repossi foto di Raoul Corrales e Alberto Corda
Antonio Soccol racconta gli anni vissuti a Cuba… “La Cuba di allora era un grande laboratorio, pieno di cose meravigliose e di contraddizioni”.

L’avventura a Cuba è iniziata in modo piuttosto occasionale. Una compagnia di viaggi mi ha offerto un paio di biglietti e un soggiorno a L’Habana per realizzare un servizio sull’isola per la mia rivista, Sesto Continente, di cui ero l’editore e il direttore nel 1982. Il fascino di Cuba era però tale che ho deciso immediatamente di comperare altri due biglietti aerei e di soggiorno cosicché Enrico Cappelletti e Marina Cecchini potessero raggiungermi e sviluppare un reportage subacqueo mentre io mi occupavo di raccontare la popolazione.
L’innamoramento è stato immediato, sia per la simpatia dei cubani che per la fortuna d’incontrare da subito grandi personaggi come Alberto Korda, Raúl Corrales e altri fotografi.
Corrales è stato l’unico fotografo presente durante il tentativo di sbarco alla Baia dei Porci. (continua…)

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24 ottobre 2011

San Cristóbal de La Habana


di Annalisa Fanticelli

Questo è il nome esteso de L’Avana, la capitale di Cuba, il centro poliedrico e vivace su cui ruota una quotidianità dalle mille contraddizioni…

L’Avana (San Cristóbal de La Habana, il nome completo) è la capitale di Cuba e, con una popolazione di 2,2 milioni di abitanti, la più grande città dei Caraibi. Fondata nel 1515 dal conquistador spagnolo Diego Velázquez de Cuéllar sulla costa sud dell’isola, si trasferì nella sua posizione attuale vicino alla Baia Carenas nel 1519.
Originariamente era un importante scalo commerciale, fu bruciata da bucanieri nel 1538, e venne saccheggiata nel 1553 e 1555. Divenne la capitale della colonia spagnola di Cuba nel 1607, ed il più importante porto di tutte le colonie spagnole nel Nuovo Mondo.


La Gran Bretagna si impossessò della città nel 1762 durante la Guerra dei sette anni, quando aprirono il porto al libero scambio, trasportandovi migliaia di africani schiavizzati.
Quando la guerra finì la diedero agli spagnoli in cambio della Florida. Dopo aver riguadagnato il controllo della città, gli spagnoli la resero la città più fortificata di tutte le Americhe.
Negli anni venti, durante il Proibizionismo, L’Avana divenne un luogo di vacanza molto popolare per gli statunitensi; i nightclub e le case dove si giocava d’azzardo sopravvissero all’abrogazione della legge, ma la maggior parte di essi venne chiusa nel 1959 dopo la Rivoluzione cubana.


Ma, cenni storici a parte, L’Avana racchiude in sè l’anima e le contraddizioni di Cuba. Come ogni grande metropoli è diversa dal territorio circostante e può, a suo modo, dirsi caotica.
Tuttavia, sia nella capitale che nel resto dell’isola, la cosa che colpisce è lo spirito del popolo cubano, un popolo piegato e costretto a condizioni di vita difficili dal permanere dell’embargo ma che conserva comunque una gioiosità ed una vitalità contagiose. Si fa fatica oggi ad immaginare cosa dovesse essere Cuba prima della rivoluzione del ‘59: tutti i più grandi sarti si sono formati qui o qui hanno lavorato, i locali, la musica e tutto quello che oggi si identifica con “movida” si può considerare nato qui… L’Avana è una città che è stata grande nel passato ed oggi, con i segni evidenti del degrado, non si rassegna e non si piange addosso.
Il suo popolo, fiero ed allegro spera in una rinascita che possa riportare la città all’antico splendore: la domanda è quale sarà il prezzo da pagare…

di Matteo Tornielli
Fonte   www.liveinmagazine.it
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