La maison di moda francese Hermes, il primo semestre del 2010 lo chiude con un utilr operativo e con la crescita del 52% a 304,5 milioni di euro, grazie alla continua richiesta dei prodotti di pelletteria da parte del mercato asiatico.
L’utile netto è passato al 55% da 125,5 milioni di euro a 195 milioni di euro nell’arco di un anno.
Il ricavo è salito del 23%, cioè a 107 miliardi di euro e secondo la maison l’esercizio in corso potrebbe crescere del 12%.Ora come ora, la domanda dei beni di lusso èm in forte crescita grazie a compratori asiatici, perlopiù cinesi che cercano l’eccellenza per quanto riguarda capi d’abbigliamento e accessori di lusso.
Il gruppo del lusso Hermès terrà la sua assemblea generale il 7 giugno prossimo e in quell’occasione sottoporrà al voto dei suoi azionisti la nomina di Florence Woerth, moglie di Eric Woerth – attuale ministro del Lavoro ed ex-ministro del Tesoro del governo francese – in qualità di nuovo membro del Consiglio di Sorveglianza. (continua…)
Peta, organizzazione in difesa degli animali, ha lanciato un appello da Giakarta a Hermès perche’ smetta di usare pellami di animali esotici.
L’organizzazione Usa ha presentato un video girato in decine di siti di produzione di pelli destinate in particolare alla nota casa di lusso francese: nelle immagini si vedono serpenti, lucertole, giovani coccodrilli morire lentamente con la gola tagliata. L’Indonesia e’ uno dei principali fornitori di pellami per borse e affini.
Il titolo Hermès International ha aperto in calo di più del 3% lo scorso giovedì mattina alla Borsa di Parigi, ed è stato trattato a 102,50 euro, con un calo percentuale del 2,52%, dopo qualche minuto di transazioni, a seguito della pubblicazione di risultati annuali globalmente in linea con le attese.
Il gruppo del lusso ha terminato il suo esercizio 2009 con un utile netto in leggerissimo calo dello 0,5%, a 288,8 milioni di euro. La cifra è inferiore alle aspettative degli analisti che contavano su un aumento di questa percentuale e su livelli economici che si attestassero sui 296-297 milioni di euro. Il risultato operativo progredisce del 3,1%, a 462,9 milioni di euro, contro i 449,2 milioni di euro del 2008 (+3,9% a tassi di cambio costanti).
Sul fronte dell’attività , le vendite fanno registrare un aumento dell’8,5%, a 1,91 miliardi di euro, grazie alla seta, alla pelletteria, all’abbigliamento e agli accessori, così come a buoni risultati di vendita nel periodo natalizio. Tuttavia, le performance variano in funzione del circuito di distribuzione: le vendite realizzate nei negozi posseduti in proprio sono aumentate del 17%, indica il gruppo.
La Cina, in particolare, ha conosciuto una forte crescita da quando sei nuovi negozi vi sono stati inaugurati. L’Europa e la zona America poi, hanno manifestato un certo dinamismo nel quarto trimestre.
Hermès ha annunciato di aver ceduto al cantiere navale monegasco Wally la sua quota parte nell’impresa che aveva costituito per la costruzione di un gigantesco yacht battezzato Why. La maquette della barca, di dimensioni per lo meno audaci, è stata presentata a Montecarlo lo scorso settembre. Ma, di fronte alla complessità della fase costruttiva, il gruppo del lusso ha preferito cedere gli ordini al cantiere nav
“Ci siamo incontrati con Wally su un progetto nautico comune, abbaiamo lavorato ad idee quali l’ecologia o la lentezza contro la velocità . Il progetto è andato avanti senza che si sapesse in anticipo quale sarebbe stato il concept finale”, ha spiegato all’agenzia Reuters Patrick Thomas, amministratore del gruppo del lusso.
Contrariamente al design che Hermès realizza per gli elicotteri, e i cui lavori di esecuzione sono effettuati da EADS, questa joint-venture nautica richiede delle competenze tecniche che il gruppo non ha.
“Ci troviamo oggi nella fase di realizzazione, che è tecnicamente complessa e che necessita di prendere delle decisioni ad ogni istante. Ci è sembrato saggio che non ci fosse più una figura unica a decidere, così in modo naturale abbiamo pensato di lasciare le redini a Wally”, ha aggiunto Patrick Thomas.
Hermès ha quindi venduto la sua parte nella joint-venture a Wally, e riceverà introiti dal suo contributo allo sviluppo del progetto per mezzo delle commissioni che percepirà fino al 2020 sulle vendite degli yacht.
Il prezzo del Why, che è appena stato presentato al salone nautico di Abu Dhabi, oscilla fra i 50 e i 100 milioni di euro. Nessun esemplare è ancora stato venduto.
Commenti recenti